Il nostro Osservatorio, costantemente impegnato a tenere d’occhio l’evoluzione dei mercati, ci porta sempre più spesso a constatare un’evidenza. Anzi, due. Tra le chiavi di lettura che possono aiutarci a definire la situazione attuale, gli aspetti dominanti sono, da una parte, la fluidità (e instabilità) degli equilibri geopolitici e – dall’altra – l’estrema vitalità di alcuni nuovi mercati. L’Africa, per esempio (di cui abbiamo già parlato, organizzando anche missioni ad hoc come quella in Marocco) ma anche alcune aree dell’Asia.
Prendiamo, per esempio, il Sud-est asiatico, che si conferma come uno dei mercati più dinamici e strategici per l’evoluzione dell’industria manifatturiera e delle tecnologie di trasformazione del vetro.
In questo scenario di costante espansione, GIMAV ha recentemente siglato una nuova partnership strategica con MICE (MMI Asia), organizzatore di Glasstech Asia & Fenestration Asia (GAFA) 2026. L’accordo punta a consolidare la presenza della tecnologia italiana nell’area ASEAN, offrendo alle aziende associate un canale privilegiato di accesso a una piattaforma di business development di primaria importanza per la regione.
La manifestazione, giunta alla sua 22ª edizione per Glasstech Asia e alla 9ª per Fenestration Asia, si terrà dal 10 al 12 novembre 2026 presso il MITEC (Malaysia International Trade and Exhibition Centre) di Kuala Lumpur, all’interno del prestigioso network espositivo globale di BAU e con il supporto della Singapore Glass Association.
Un profilo industriale fortemente orientato alla tecnologia e alla macchina
E qui, veniamo a ciò che più ci interessa. Agli aspetti, cioè, che abbiamo messo a fuoco per valutare l’interesse effettivo della manifestazione. L’analisi dell’architettura dell’evento parla chiaro: Glasstech Asia non rappresenta soltanto una vetrina per l’architettura e la progettazione di facciate, ma una fiera dal marcato profilo industriale e produttivo. I settori merceologici inclusi coprono infatti l’intera filiera tecnologica: Manufacturing, Processing & Finishing, Engineering, Hardware and Machinery, fino alle Technology & Digital Solutions.
In termini di target e visitatori, l’evento registra una profonda sovrapposizione con le eccellenze produttive italiane del vetro piano, degli accessori e delle tecnologie di lavorazione. Tra le categorie professionali attese, figurano infatti produttori e trasformatori di vetro base e lavorato, glass refiners, costruttori di impianti e macchinari di lavorazione e finitura, produttori di strumenti di misurazione e controllo, oltre a specialisti di utensileria, ricambi e consulenti di mechanical engineering.
Per l’edizione 2026, gli organizzatori attendono oltre 5.000 visitatori professionali, 300 espositori, 50 speaker di rilievo internazionale e delegazioni da 50 Paesi e regioni.
Buyer qualificati e business matching al centro dell’intesa
Uno dei punti di maggior valore strategico legati alla partnership risiede nei programmi di matching e accoglienza professionale predisposti dall’organizzazione. L’evento prevede la partecipazione di 300 international hosted buyers guidati e selezionati, affiancati da format dedicati di Business Matching, Padiglioni Internazionali ed eventi di networking mirati.
Questa struttura trasforma la partecipazione alla fiera in un’opportunità di posizionamento commerciale diretto: oltre alla dimensione espositiva, GAFA 2026 costituisce un efficace strumento di business development per intercettare la domanda crescente del Sud-est asiatico e per sviluppare sinergie di ampio respiro, rafforzando contemporaneamente le attività di promozione internazionale dell’associazione e della rete di contatti in vista dei prossimi appuntamenti di filiera, a partire da VITRUM 2027.
Il grande boom della Malesia. Un’opportunità per il mondo del vetro
Insomma, la scelta di Kuala Lumpur come sede dell’edizione 2026 risponde a una precisa logica di posizionamento di mercato. La Malesia sta vivendo una fase di decisa accelerazione economica e industriale. E questo ce lo dicono i dati: il settore delle costruzioni ha registrato una crescita del +20,2% nel 2024, superando i 158 miliardi di ringgit (MYR) di lavori realizzati. Sul fronte degli investimenti, il Paese ha attratto 378,5 miliardi di MYR nel 2024 (pari a circa 83,4 miliardi di dollari), sostenuto da un importante flusso di capitale estero pari a 170,4 miliardi di MYR.
A fare da traino all’intera filiera del vetro sono le grandi opere infrastrutturali — dai trasporti pubblici (MRT/LRT) all’edilizia sanitaria e scolastica — unitamente a una transizione ecologica sempre più marcata. Con oltre 671 progetti già certificati Green Building Index (GBI) per più di 300 milioni di piedi quadrati complessivi, il mercato malese ed elvetico-asiatico sta esprimendo una forte domanda di vetri low-E, unità vetrate isolanti (IGU), vetri a controllo solare, vetri temperati e stratificati di sicurezza, oltre a soluzioni integrate e certificate per facciate ad alte prestazioni energetiche. Un vasto campo di opportunità per chi deciderà di approcciarsi a questo mercato con i giusti strumenti. La nuova partnership siglata da GIMAV vuole rappresentare proprio uno di questi strumenti. Le imprese italiane del settore disporranno di una corsia preferenziale per integrarsi in questa catena del valore in rapida evoluzione, riaffermando il ruolo della tecnologia Made in Italy come standard di riferimento per la qualità e la sostenibilità del vetro a livello globale.

