Quando l’architettura del ventunesimo secolo cerca risposte al bisogno di luce, efficienza ed equilibrio ambientale, torna inevitabilmente a guardare alle superfici. O meglio, non alle superfici intese come semplici dettagli estetici o elementi di tamponamento, ma come vere e proprie infrastrutture tecnologiche capaci di definire le prestazioni degli spazi che abitiamo. È attorno a questa evoluzione che si sviluppa la Decortech Conference, l’appuntamento internazionale ospitato all’interno di Tecna 2026 presso il Rimini Expo Centre dal 22 al 25 settembre.
L’iniziativa, intitolata “Surfaces Made to Matter: Finishing technologies and design vision across materials and industries”, intende tracciare una mappa delle tecnologie di finitura e delle visioni progettuali destinate a guidare i prossimi anni. Tra le realtà in campo, che sostengono questa visione, non poteva certo mancare la presenza di GIMAV, che ha dato il proprio patrocinio ufficiale alla manifestazione.
Un palcoscenico per le superfici di domani
Nelle due giornate dedicate ai lavori — la prima rivolta ad estetica e design con la curatela della giornalista Patrizia Catalano, la seconda centrata sul rapporto tra materiali e tecnologia guidata dal designer Ascanio Zocchi — il confronto spazia dalla ceramica avanzata al legno, fino ai sistemi di scansione e modellazione digitale.
In questo scenario multidisciplinare, la tecnologia applicata ai materiali diventa il punto di convergenza tra la creatività dei progettisti e la fattibilità industriale. Per il settore del vetro, l’appuntamento rappresenta un momento chiave per fare il punto su un comparto che negli ultimi anni ha saputo riprogettare i propri standard produttivi, spingendo la ricerca verso livelli d’innovazione sempre più elevati.
Trasparenza e sostenibilità: il nodo tecnologico del vetro
L’appuntamento chiave per la filiera industriale delle macchine e delle tecnologie di lavorazione è fissato per la mattina di giovedì 24 settembre, con il panel intitolato “Transparency and Sustainability”.
Trasparente, protettivo, strutturale e interamente riciclabile: il vetro risponde come pochi altri elementi alle esigenze della progettazione contemporanea. Tuttavia, la possibilità di sperimentare con la materia senza alterarne le proprietà fisico-meccaniche fondamentali richiede una costante evoluzione dei processi di trasformazione, taglio, tempra e assemblaggio.
A dibattere sulle traiettorie future della materia saranno figure chiave del mondo accademico e dell’industria di trasformazione: dal Prof. Vincenzo Maria Sglavo del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento, a Claudio Zanchetta (Area Manager Italia di Forel Spa), insieme a Paolo Bartoli e Giacomo Venturini della Vetreria Valmarecchia. Un confronto a più voci, quindi, volto a mostrare come l’ingegneria di processo sia la vera abilitatrice delle prestazioni ambientali ed estetiche del vetro in architettura.
Il ruolo della meccanica italiana nella transizione sostenibile
La presenza di GIMAV nel comitato patrocinatore della Decortech Conference riafferma il ruolo centrale dell’industria italiana dei macchinari nell’ecosistema del design globale. Se le superfici moderne garantiscono isolamento acustico, risparmio energetico e resistenza meccanica, il merito risiede nella precisione degli impianti di lavorazione sviluppati nel nostro Paese.
Promuovere momenti di confronto interdisciplinare all’interno di vetrine internazionali come Tecna significa, per il settore, ribadire la capacità di fare rete e di anticipare le richieste di un mercato sempre più attento all’impronta ecologica delle opere architettoniche. La sfida della trasparenza, oggi più che mai, passa attraverso la solidità della tecnologia.

