Il Kenya preme sull'acceleratore: i risultati del Forum Economico 2026

Si è concluso ieri a Roma, presso il Cavalieri Waldorf Astoria, il Forum Imprenditoriale Italia-Kenya. L’evento, organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e da ICE Agenzia, ha confermato il ruolo del Kenya come partner prioritario nel quadro del Piano Mattei per l’Africa.

Per le aziende del settore GIMAV, l’incontro ha rappresentato un’occasione strategica per iniziare a maturare un colpo d’occhio più approfondito su un Paese che non è solo una promessa per il futuro, ma una realtà più che presente e in forte espansione. Secondo i dati attualmente disponibili, il Paese sembra infatti perfettamente in grado di consolidarsi come l’hub tecnologico e logistico dell’Africa Orientale.

Italia-Kenya: un partenariato in crescita. Lo dicono i dati

Ma diamo, appunto, un’occhiata ai dati. Quelli presentati durante il Forum delineano senza dubbio un quadro di grande dinamismo. L’interscambio bilaterale nel 2025 ha registrato una crescita del +34,1% rispetto all’anno precedente.

In particolare, le esportazioni italiane verso il Kenya hanno raggiunto i 180 milioni di euro nel 2025, segnando un trend più che positivo (una crescita esponenziale vera e propria) rispetto ai 121 milioni del 2023. In questo contesto, l’Italia si posiziona oggi come il 19° fornitore del Kenya a livello globale, con una quota di mercato dell’1,1% in costante consolidamento.

Vetro piano e cavo: perché il Kenya è un mercato chiave per il Made in Italy?

Andando un po’più dietro le quinte, quella che i dati delineano è una situazione potenzialmente ricca di possibilità di sviluppo. L’economia keniana manifesta segnali di apprezzamento sempre più evidenti per la tecnologia italiana e per l’eccellenza del Made in Italy e – così come sta avvenendo nel rapporto con altri Paesi – è su questo che le aziende del settore dovranno puntare. Il settore delle macchine e accessori per la lavorazione del vetro trova infatti terreno fertile grazie ad alcuni pilastri di sviluppo ben definiti:

  • Sviluppo infrastrutturale e connettività: Il Kenya preme sempre di più l’acceleratore sulla modernizzazione urbana. La crescita infrastrutturale è imponente e, così come avviene per altri Paesi in via di sviluppo, fa da traino per quanto riguarda la domanda di vetro piano di alta qualità per l’edilizia civile e industriale.
  • Agroindustria e packaging: con l’incremento dell’export agroalimentare keniano, il comparto del vetro cavo diventa una conditio sine qua non. La necessità di contenitori sicuri e sostenibili per oli, bevande e alimenti apre infatti verdi praterie commerciali per i produttori italiani di impianti e tecnologie di formatura
  • Leadership nei macchinari: “macchinari e apparecchi” rappresentano già la prima voce dell’export italiano verso il Kenya (parliamo di più del 25% del totale). Detta in altri termini, l’Italia rappresenta un partner ampiamente consolidato e la tecnologia per il vetro si inserisce in modo del tutto naturale in questa scia di eccellenza.

Strumenti finanziari a supporto delle aziende

Uno dei punti di forza emersi dal Forum è la disponibilità di strumenti concreti per le imprese che intendono investire. E questa è senz’altro un’ottima notizia, anche per le aziende che hanno scelto di associarsi a GIMAV. Parliamo infatti di dotazioni corpose come Misura Africa (Piano Mattei): una dotazione di 200 milioni di dedicata a finanziamenti agevolati per investimenti produttivi, digitalizzazione e sostenibilità nel continente.

A questa si aggiungono altri strumenti come Supporto SACE e SIMEST. SACE detiene già un portafoglio di operazioni in Kenya superiore ai 320 milioni di euro. Inoltre, è attiva la Task Force Africa, che potenzia il presidio di export advisor sul territorio per assistere le imprese italiane nelle loro strategie di penetrazione commerciale.

Avanti tutta, verso AfriGlass 2027

Tirando le somme, il Forum ha ribadito che il Kenya offre una piattaforma d’accesso privilegiata alle catene del valore africane grazie a un clima favorevole agli investimenti e a una stabilità politica ed economica crescente.

Per le aziende GIMAV, il percorso di internazionalizzazione troverà una tappa fondamentale nella prossima fiera AfriGlass che avrà luogo dal 3 al 5 marzo 2027 a Nairobi. In questo contesto, che GIMAV ha già iniziato a monitorare, la tecnologia italiana d’eccellenza potrà giocare le sue carte (e i suoi numerosi assi nella manica) in un mercato promettente e che nel futuro prossimo farà, presumibilmente, parlare molto di sé.


Strategie globali e innovazione: il bilancio di GIMAV a China Glass

La partecipazione di GIMAV all’ultima edizione di China Glass ha confermato il ruolo centrale della manifestazione nel panorama fieristico mondiale. Per dimensioni, affluenza di operatori qualificati e densità di innovazioni tecnologiche presentate, l’evento di Shanghai si è rivelato ancora una volta il crocevia fondamentale per le strategie di espansione del settore nel quadrante asiatico.

Il presidio italiano: il successo del Padiglione Italia

In un mercato complesso e altamente competitivo, la forza del collettivo si è dimostrata un valore aggiunto imprescindibile. GIMAV, attraverso una stretta collaborazione con ICE Shanghai, ha coordinato la creazione del Padiglione Italia, uno spazio che ha ospitato 15 eccellenze della nostra meccanica strumentale. A queste si è affiancata una nutrita rappresentanza di aziende associate che hanno scelto di presidiare la fiera in autonomia, portando il peso specifico dell’industria italiana a livelli di assoluto rilievo.

Il Direttore di GIMAV, Lucia Masutti, traccia un bilancio estremamente positivo della missione:

«La presenza italiana a Shanghai è stata significativa e i feedback raccolti sul campo ci portano a prevedere un ulteriore incremento della partecipazione per il prossimo anno. Segno che il mercato cinese, pur nelle sue complessità, resta un terreno fertile per chi offre tecnologia di alta gamma.»

Coordinamento istituzionale e supporto finanziario

Uno degli aspetti più rilevanti della missione a Shanghai è stato il lavoro di networking istituzionale svolto dietro le quinte. Per GIMAV, la fiera non è stata infatti solo un’occasione espositiva, ma un momento cruciale per definire strumenti di supporto concreto alle imprese.

Attraverso tavoli di confronto con i referenti di SACE e Intesa Sanpaolo, l’Associazione ha lavorato alla definizione di strategie mirate a sostenere le aziende italiane nel loro percorso di penetrazione commerciale in Cina (alla luce, ovviamente, dei più recenti aggiornamenti innescati dall’approvazione del Quindicesimo Piano Quinquennale). Queste sinergie mirano a facilitare sia i futuri investimenti produttivi sia le attività di scouting per partner e fornitori affidabili, garantendo alle imprese associate una rete di sicurezza finanziaria e consulenziale fondamentale per operare in Oriente.

La sfida del dinamismo tecnologico cinese

L’analisi dell’industria del vetro in Cina rivela un ecosistema in continua e rapidissima evoluzione. Il confronto diretto con i player locali ha permesso di toccare con mano un dinamismo tecnologico che sfida i ritmi dei mercati occidentali: nell’ex Celeste Impero, la modernità è entrata a gamba tesa e, sul piano delle innovazioni, tutto scorre a una velocità radicalmente diversa rispetto ai ritmi del Vecchio Continente.

Secondo Masutti, questo confronto è una necessità strategica per il comparto italiano:

«L’industria del vetro in Cina mostra un forte dinamismo tecnologico. È una realtà con cui è necessario confrontarsi per cogliere opportunità di innovazione che, per ragioni strutturali, in Italia sono difficili da raggiungere con la medesima rapidità dei tempi cinesi.»

Questa velocità d’esecuzione, favorita da un contesto normativo e strutturale differente, rappresenta per i soci GIMAV un monito e, al contempo, uno stimolo a puntare su una ricerca e sviluppo sempre più integrata e reattiva.

Diplomazia Associativa: Da NGA alla Community of Glass Associations

Sul fronte delle relazioni internazionali, GIMAV ha sfruttato la cornice di China Glass per consolidare alleanze storiche e aprirne di nuove. Di particolare rilievo l’incontro con LaKeisha Purnell-Woods, (presidente della NGA statunitense), volto a creare nuovi ponti tra l’eccellenza italiana e il mercato nordamericano.

Parallelamente, è proseguito il dialogo costruttivo con la Chinese Ceramic Society, ente promotore di China Glass e partner attivo all’interno della Community of Glass Associations. Questa piattaforma globale, promossa proprio da GIMAV, si pone l’obiettivo di strutturare collaborazioni di lungo periodo per cogliere opportunità comuni e armonizzare gli standard del settore a livello internazionale.

«Alla luce di tutte le interazioni che abbiamo portato avanti in questa edizione di China Glass» ha affermato il Direttore di GIMAV «possiamo dire senza ombra di dubbio che la parola chiave per noi è stata “sinergia”: intesa come asse strategico per le politiche future di GIMAV, sia verso i player internazionali e i corrispondenti esteri, sia verso il sistema Italia e le istituzioni italiane nel mondo.»


Il Settore del Vetro nel XV Piano Quinquennale Cinese. Alcuni consigli per le aziende italiane

Il 12 marzo 2026 ha segnato l’inizio di una nuova era per l’industria globale: l’adozione del XV Piano Quinquennale della Cina. Non si tratta di un semplice documento burocratico, ma di un’articolata tabella di marcia che ridefinisce le regole del gioco per le tecnologie di eccellenza.

Per i soci GIMAV, e per l’intera industria italiana delle macchine per la lavorazione del vetro, questo scenario rappresenta una sfida cruciale, ma soprattutto un’opportunità da saper cogliere con attenzione e con la dovuta preparazione per integrarsi nel progetto di modernizzazione di Pechino.

La Cina di oggi e di domani switcha dalla quantità alla “Nuova Qualità”

Il nuovo piano cinese sposta l’accento dalla crescita volumetrica (la classica “quantità” che ha reso la Cina un gigante) alla “Nuova Qualità delle Forze Produttive”. Non è un caso che l’obiettivo di crescita del PIL per il 2026 sia stato fissato tra il 4,5-5%, cioè al di sotto di quelli che sono gli standard storici. Un chiaro segnale di questo nuovo corso, che esprime un radicale cambio di direzione.

Detta in pillole, questo significa che oggi la Cina non cerca più solo macchinari, ma soluzioni ad alto contenuto tecnologico capaci di traghettare il Paese in direzione di quei driver che rappresentano ormai degli elementi irrinunciabili sul piano della crescita globale. Ovvero, decarbonizzazione, digitalizzazione ed efficienza energetica.

Come qualsiasi grande potenza economica decisa a muoversi in un contesto globale, con il XV Piano Quinquennale la Cina sta imboccando una nuova strada che la porterà, giocoforza, a orientare le proprie scelte in modo diverso. E questo, per le aziende italiane, ha forti implicazioni.

L’appello all’autosufficienza scientifica e tecnologica: fiore all’occhiello del nuovo Piano Quinquennale cinese

In questo contesto, il settore italiano del vetro non dovrà più proporsi come semplice fornitore di beni, ma come partner strategico vero e proprio all’interno di un ecosistema industriale evoluto. Soprattutto, le aziende italiane dovranno tenere conto di un elemento aggiuntivo che rappresenta uno dei pilastri del programma: l’appello all’autosufficienza scientifica e tecnologica.

Per la prima volta, infatti, il Rapporto sul lavoro del Governo cinese segnala come una priorità assoluta la “costruzione di un forte mercato interno“. In questa direzione, il Piano Quinquennale punta con una forza ben maggiore, rispetto al passato, alla costruzione di un mercato nazionale unificato. E ciò significa: riduzione del protezionismo locale e omologazione di regole e standard di accesso. Dal punto di vista delle aziende italiane, questo potrebbe tradursi in una progressiva e radicale semplificazione delle regole del gioco.

Ma, insieme ai pro, bisognerà valutare anche i contro: senza dubbio i processi selettivi saranno via via più marcati. A una difficoltà d’accesso più o meno uniforme per tutti si sostituirà una complessità nuova, in cui le aziende (e questa è senz’altro una buona notizia!) potranno giocarsela puntando sull’eccellenza tecnologica ma anche su elementi nuovi: la capacità di localizzare tecnologie e di integrarsi nel nuovo panorama produttivo cinese non più come esportatori di prodotti fatti e finiti ma come fornitori strategici a tutti gli effetti.

Come presidiare il mercato cinese? 3 consigli per le imprese

Per competere con successo con la nuova realtà che il XV Piano Quinquennale Cinese lascia già intravedere in nuce, le aziende italiane devono adottare un approccio multidimensionale, basato su tre pilastri fondamentali:

  1. Differenziazione Tecnologica e Qualità

Competere sul prezzo con i produttori locali nei segmenti di fascia media e bassa è ormai impossibile. La leva vincente per il Made in Italy è un’altra (peraltro, più vantaggiosa in termini economici e “più nelle nostre corde”): la personalizzazione (customization). La domanda cinese è orientata verso il rinnovo del parco macchine con standard qualitativi elevatissimi. Le soluzioni italiane dovranno quindi raggiungere standard altamente competitivi in termini di:

  • integrazione con i sistemi di gestione dati locali
  • precisione estrema per settori ad alta crescita come il vetro per l’automotive elettrico e l’edilizia green
  1. Modello “In China for China” e partnership locali

Uno dei punti chiave di cui le aziende italiane dovranno tenere conto è il seguente. La logica dell’esportazione pura sta lasciando radicalmente il posto a modelli di cooperazione avanzata. Il Piano Quinquennale cinese dedica un’intera sezione al concetto chiave di “apertura verso l’esterno ad alto livello“. Ed è questo lo spiraglio – anzi, la testa di ponte – che può permettere alle aziende italiane di ritagliarsi ampie opportunità di accesso e di sviluppo all’interno del mercato cinese. Due, i principali consigli che possiamo dare ai nostri associati e a chi opera nel settore del vetro:

  • Valutare la localizzazione (onshoring) di alcune fasi produttive per soddisfare i requisiti “Made in China”
  • Collaborare con partner cinesi o OEM qualificati, facilitando così la conformità normativa e l’accesso diretto alla domanda locale
  1. Compliance e Gestione del Rischio

Ovviamente l’accesso al mercato cinese implica dei rischi e richiede solide conoscenze, tutele e una strategia di difesa del valore rigorosa. In particolare, gli ambiti che dovranno essere salvaguardati preventivamente (e sottolineiamo il preventivamente) sono:

  • Tutela della Proprietà Intellettuale (IP) Proteggere brevetti e software prima di ogni approccio commerciale
  • Standard e Certificazioni Monitoraggio costante dei requisiti, a partire dalla certificazione obbligatoria CCC
  • Data Governance Adeguamento alle leggi cinesi sulla sicurezza dei dati e sui flussi transfrontalieri, fondamentale per le macchine interconnesse 4.0.

Il mantra del futuro (prossimo): essere utili allo sviluppo della Cina

L’industria italiana delle macchine per il vetro ha il profilo ideale per contribuire alla modernizzazione cinese. Purché, ovviamente, adegui le proprie strategie al nuovo orientamento tracciato dal Piano Quinquennale. Da qui ai prossimi anni, non si tratterà più di vendere una singola macchina, ma di offrire la chiave tecnologica per rendere le fabbriche cinesi più efficienti, sostenibili e intelligenti. Chi saprà lavorare in questo senso avrà la strada spianata.

GIMAV continua a supportare i propri soci in questa transizione, monitorando l’evoluzione del Piano Quinquennale e facilitando il dialogo verso un mercato che, sebbene complesso, resta imprescindibile per i leader globali del settore.